5.1. La natura al servizio dell'agricoltura

5.2. Dalla rivoluzione industriale all'economia circolare

5.3. Economia, trasporti, commercio, strategia e management

5.5. L'industria del Turismo

 

La natura al servizio dell'agricoltura

Oltre alla sua funzione primaria di produrre cibo e fibre, l’agricoltura potrebbe disegnare il paesaggio, proteggere l’ambiente e il territorio, conservare la biodiversità, consentire una gestione  sostenibile delle risorse, contribuire alla sopravvivenza socio-economica delle aree rurali, garantire la sicurezza alimentare. 

L’Agricoltura è però un’attività umana e quindi viene indirizzata a seconda delle priorità del periodo storico e degli obiettivi che si intendono raggiungere.

E l’uomo spesso antepone propri interessi politici ed economici a quelli del rispetto dell’ambiente e delle future generazioni.

Del resto, per citare un esempio che riguarda il nostro continente, la PAC (Politica Agricola Comunitaria), nacque nel periodo del secondo dopo-guerra con lo scopo di garantire l’autarchia alimentare. Furono incentivate coltivazioni agricole che poi – finito l’allarme autosufficienza – vennero lasciate alla deriva, creando in tal modo sacche di privilegio tra gli agricoltori ed enormi sprechi di derrate.

La Comunità Europea cominciò ad aprire gli occhi agli inizi degli anni 80 e a parlare di multifunzionalità; fu abbandonata la politica di sostegno dei prezzi, che aveva generato delle scorte eccessive soprattutto di cereali, soia e latte in polvere attuando delle contromisure che consentissero di limitare l’agricoltura intensiva a favore di un’agricoltura più sostenibile, a tutto vantaggio dell’ambiente.

E’ solo con Agenda 2000 che viene riconosciuto all’agricoltura, oltre alla funzione produttiva, il contributo nella conservazione del paesaggio, nella protezione dell’ambiente, della qualità e della sicurezza dei prodotti alimentari e del benessere degli animali, gettando le basi per lo sviluppo di un'agricoltura sostenibile e concorrenziale. E a questi criteri si ispira la Strategia Europa 2020 per lo Sviluppo Rurale.

Non sempre però la PAC  ha agito in maniera coerente e graduale. Nel caso delle riforme che si sono succedute nel settore vitivinicolo, ad esempio, si è passati in maniera violenta da politiche di aiuti e protezione all’agro-industria vinicola ad uno schema improntato al liberismo selvaggio che non rispetta il Genius Loci e sta facendo registrare pesanti ricadute geografico-territoriali-occupazionali sulla filiera dell’uva. Settori storicamente considerati di supporto strategico al settore vinicolo, quali le distillerie e i produttori di mosti concentrati, sono stati in buona parte estromessi da politiche di sostegno. E’ sembrato che la sovra-produzione di vino fosse il vero problema del settore e per combattere questo fenomeno si è giunti, tra l’altro, a finanziare l’estirpazione dei vigneti o a premiare la vendemmia verde. Come la PAC ha cambiato geografia ed equilibri della filiera europea dell’uva. Intervista a Michele Alessi – Di M. Bertagni e Andrea Lo Basso

The soil is the great connector of lives, the source and destination of all. It is the healer and restorer and resurrector, by which disease passes into health, age into youth, death into life. Without proper care for it we can have no community, because without proper care for it we can have no life.

Wendell Berry, The Unsettling of America: Culture and Agriculture

  

Dalla rivoluzione industriale all'economia circolare

La rivoluzione industriale ha comportato sconvolgimenti di origine antropica del territorio e generato profondi mutamenti delle geografie umane e sociali.

Nel corso dei decenni successivi fino ai giorni nostri il rapporto industria-ambiente si è sempre arricchito di nuove variabili, nuovi elementi di criticità e di studio.

L’impatto dell’industria sull’ambiente e sulle dinamiche sociali è stato via via regolarizzato, controllato, incanalato. Con risultati non sempre lineari.

L’introduzione di modelli per la misurazione preventiva dell’impatto ambientale è stato un passo avanti per migliorare le relazioni tra industria e territorio. Vi sono ancora numerosi passi da fare, non solo verso l’ambiente inteso come territorio, ma anche in quello di lavoro.  

La fabbrica non può guardare solo all'indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l'uomo, non l'uomo per la fabbrica

Adriano Olivetti

La politica industriale del 3° millennio dovrebbe essere informata ai principi dello sviluppo sostenibile e avere come obiettivo l’equilibrio tra rispetto dell’ambiente e logiche economiche.

C’è un settore, poco conosciuto, e che tuttavia è paradigmatico quanto a favorevole impatto ambientale: quello delle distillerie vitivinicole. E’ affascinante vedere come da residui della vinificazione, le fecce e le vinacce, si possa, attraverso numerosi e successivi processi di valorizzazione ottenere molti prodotti, dall’alcol, alle acquaviti, dal tartrato di calcio all’acido tartarico, da olio di semi di vinaccioli a fertilizzanti naturali. Per non parlare dell’utilizzo energetico delle vinacce esauste. Non a caso, la Commissione Europea, a valle di un processo dialettico protrattosi per anni, nel 2008 ha riconosciuto ufficialmente al settore delle distillerie vinicole europee, oggi rappresentato da WiDEN, una “forte valenza ambientale” mantenendo gli aiuti al settore per la trasformazione industriale e valorizzazione di fecce e vinacce che, da potenziali rifiuti, diventano così materie prime. Valorizzazione. Focus sull’economia circolare delle distillerie vinicole europee. L’esempio di WiDEN, Wine Distilleries European Network – di M. Bertagni

marco-con-mariann-fisher-bohelDear Mr Bertagni,

I wish to congratulate you on the creation of the Wine Distilleries European Network. I think this is an excellent initiative to help the sector as it enters the new post-reform era.

During the EU wine reform, I always found it a pleasure doing business with the distilleries industry, and our good cooperation allowed us to find our way through to a workable solution. As the reform comes into force, it makes a lot of sense for the companies and associations involved to get together into a new organisation to continue their advocacy work.

I am looking forward to a bright future for the European wine sector and I also look forward very much to doing business with WiDEN.

Best wishes,

Mariann Fischer Bohel – EU Agriculture Commissioner
nella foto Marco Bertagni e Mariann Fisher Bohel

schema-economia-circolare

europa-economia-circolareIl principale obiettivo politico della nuova strategia europea per l'economia circolare è quello di affrontare le attuali barriere che impediscono all'economia circolare di svilupparsi in modo concreto ed efficace, in particolare nei settori in cui l'Unione Europea può ottenere maggiori vantaggi economici, sociali e ambientali derivanti dall'uso ottimale e sostenibile delle risorse. La nuova strategia europea rispecchierà l'interdipendenza di tutti i processi della catena del valore: dall’estrazione delle materie prime alla progettazione dei prodotti, dalla produzione alla distribuzione, dal consumo al riuso e riciclo. 

 

Economia, trasporti, commercio, strategia e management

Sono molte le letture che si possono dare del territorio. La geografia economica lo legge sotto il profilo della distribuzione su di esso dei fenomeni funzionali per insediamenti produttivi, commerciali o di servizi, o comunque di attività che rivestano, in ultima analisi, una rilevanza economica.

Per le aziende la geografia economica deve essere alla base dell’organizzazione del lavoro, delle localizzazioni produttive, degli assetti fiscali, delle politiche di approvvigionamento, di quelle commerciali.

La geografia mette al servizio delle scelte di insediamenti industriali o di servizi, piuttosto che per lo sviluppo delle reti commerciali, strumenti innovativi e di estrema efficacia: i GIS. Sempre di più sono le Aziende che utilizzano il business mapping e dunque i servizi di geo-localizzazione e geo-marketing.

lisbon-or-vilniusPer una società italiana di servizi, Bertagni Consulting srl ha svolto, in collaborazione con il team di lavoro di Bertagni Geography, uno studio preliminare di geo-localizzazione, suggerendo al committente la scelta di Vilnius rispetto a Lisbona. A questa determinazione si è giunti dopo una serie di analisi comparate tra le due città, partendo dalle caratteristiche e dagli obiettivi operativi della società committente e considerando elementi di natura tecnica, politica, territoriale, economica, sociale e commerciale. L’uso dei GIS è stato utile in questa fase, ma lo sarà ancor di più nella fase esecutiva, quando si tratterà di individuare con precisione la location per lo svolgimento dell’attività nella città di Vilnius. A questo livello di scala saranno esaminati su base territoriale, e dunque attraverso i GIS, tutti gli elementi che possono influenzare l’attività del committente e la sua localizzazione: dal sistema dei trasporti a quello della ricezione alberghiera, dagli esercizi commerciali alle caratteristiche socio-economiche della popolazione residente e così via.    

Al di là degli strumenti utilizzati è importante capire che tipo di rapporto economico instaurare con il territorio, come costruire i punti di forza adattando le proprie esigenze ed i propri obiettivi alla morfologia della zona dove si va ad operare, alla distribuzione della popolazione potenziale-cliente su un mercato-target, alla segmentazione geografica della stessa, alla rete dei trasporti.

Dalla Tavola Peutingeriana alla via della Seta il Mondo è stato sempre tracciato e modellato, sia a livello cartografico che fisicamente, dalle rotte commerciali. Il commercio è un magnifico volano non tanto e non solo per i benefici economici che ne possono scaturire, ma anche per conoscere nuovi mondi e far conoscere il proprio a popolazioni lontane.

Sono infinite le geografie del commercio internazionale. Esistono direttrici consolidate e altre nascono sulla scia dell’innovazione tecnologica, lo sviluppo dei trasporti, l’innalzamento del livello di vita in alcuni Paesi o l’abbattimento delle barriere doganali.

Se resta valida ancora oggi – almeno in linea di principio - la teoria Ricardiana dei vantaggi comparati e quindi si produce qualcosa laddove costa meno, bisogna dire che nel mondo globalizzato dove la concorrenza sui costi è enorme per avere successo è necessario abbinare al prodotto o al servizio un valore aggiunto meno tangibile.

Ecco allora che gli industriali del Made in Italy portano nel mondo il loro “spirito” e gli “Spirits of Italy” mettendo nei prodotti il proprio stile, la propria storia, il proprio territorio per aprirsi i mercati internazionali e dare la sensazione ai consumatori che quello che hanno acquistato non è qualcosa di dozzinale ma di tailor made e di strettamente legato al “Bel Paese”. 

Non vogliamo fare i vignaioli. Sono una stilista ma allo stesso tempo, anziché disegnare abiti o borse, ho “vestito” dei vini. Mio marito “Pino” Tedesco ha selezionato in tutta Italia cantine che nascondono storie di passione in una bottiglia di vino.

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Anna Fendi e Marco Bertagni

 

La grappa è il distillato italiano per eccellenza.Si ottiene dalla distillazione dell’uva di cui riporta gli aromi fruttati e floreali.
Bianca o affinata in barrique, rimanda nel suo gusto inconfondibile alla generosità di una terra unica e alla sapienza del mastro.

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Eli Schnitzker e Roberto Castagner

 

Molinari, in Italia, è sinonimo di sambuca. Nel mondo, il suo nome porta subito alla mente il made in Italy e la sua qualità. È nel 1945, a Civitavecchia, che Angelo Molinari, esperto liquorista, fonda l'azienda e crea un prodotto di altissima qualità, dal gusto inconfondibile: la Sambuca Extra.

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Mario Molinari e Marco Bertagni

 

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La geografia delle missioni commerciali realizzate di Bertagni Consulting srl tra il 2009 e il 2015

Nel selezionare i nostri clienti per poi affrontare con loro i mercati internazionali, teniamo conto di molti fattori, dallo stato di salute dell’azienda, alla forza del brand, alla qualità del prodotto ed alla sua commerciabilità; gli elementi chiave però, sono per noi la reale attitudine dell’azienda a confrontarsi con elasticità e umiltà con realtà anche completamente diverse dal mercato nazionale di riferimento e, nel caso di imprese di piccole e medie dimensioni, la propensione ad aggregarsi funzionalmente con altre PMI.

Marco Bertagni
AD di Bertagni Consulting srl

 

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Rex Romae e Spirits of Italy, due esperienze di Joint-Trade coordinate da Bertagni Consulting srl    

Esistono molti approcci ai mercati internazionali. Non esiste una formula unica, vincente. Le 4 P (Product, Price, Place, Promotion) colonne portanti del marketing da sole non bastano per garantirsi il successo. Bisogna individuare metodologie e percorsi di internazionalizzazione che tengano conto delle peculiarità geografiche, storiche e sociali del luogo e dei gusti dei consumatori che si intendono raggiungere e fare il matching con i prodotti o i servizi che sono l’espressione del territorio e degli stili di vita dell’area di chi esporta. Wine design: l’internazionalizzazione delle aziende e dei prodotti enologici attraverso un approccio multidisciplinare e integrato. Case Study: The Genius Loci Project – di M. Bertagni

wine-designDurante i miei corsi al PoliDesign di Milano cerco di trasmettere questo messaggio a chi intende rendersi protagonista di processi di internazionalizzazione nel settore enologico e degli spirits: avere a monte e quindi alla produzione, una visione d’insieme delle numerose componenti che contribuiscono a creare un progetto vincente e, a valle, una conoscenza della geografia fisica e umana, oltrechè, beninteso delle variabili economiche, del Paese target.  E’ fondamentale poi saper connettere questi elementi ed avere grande rispetto nei riguardi del mercato che si vuole affrontare  e dei potenziali consumatori che non sono numeri, ma persone

Marco Bertagni, docente al PoliDesign Milano

La valorizzazione del legame dei prodotti con il territorio d’origine è una delle leve più efficaci per internazionalizzare la propria attività. La più grande regione vinicola francese, i Pays d’Oc hanno incentrato la loro politica di marketing proprio sul terroir. Les vins de Pays d’Oc: la marque d’un territoire. Stile di vita e Genius Loci come elementi di successo sui mercati internazionali. Intervista a Florence Barthès – di M. Bertagni

florence-barthesL’effet Terroir est notable lors de la dégustation de vins en provenance des différentes zones du Pays d’Oc. En effet, le Languedoc-Roussillon se caractérise par une diversité de sols et de climats qui s’illustrent par ses terroirs. Les cépages ne s’expriment pas de la même façon selon le climat, l’exposition, le relief, le sol et le sous-sol. Ainsi l’expression des cépages Pays d’Oc est unique grâce à son patchwork de zones de production compris dans son territoire.

Florence Barthès, Direttrice Associazione Vini dei Pays d’Oc

Il Territorio e l’identificazione dei prodotti con un territorio o con una Nazione tuttavia sono elementi che – per la loro forza evocativa e di marketing - si prestano anche ad essere strumentalizzati a livello commerciale: così, ad esempio, la Grappa, prodotto simbolo del made in Italy viene prodotta in ogni angolo del globo anche se si potrebbe fare solo da vinacce italiane; dalla Russia all’Uzbekistan circolano Cognac evidentemente non originari dell’omonima regione della Francia, la Sambuca, altro prodotto dalla forte italianità, viene colorata, nel disprezzo delle regole europee che prevedono la trasparenza per questo prodotto.

cognac-caucasicoLa Sambuca colorata….

Spesso le aziende italiane, anziché rinforzare il concetto di made in Italy, sinonimo di qualità, lo sfruttano per commercializzare all’estero prodotti che violano apertamente le norme e i disciplinari internazionali. Bertagni Consulting srl ha svolto un’azione di contrasto di questo fenomeno, attraverso l’operazione “Sambuca comme il faut”.

 

http://www.repubblica.it/salute/2013/12/19/news/la_sambuca_colorata_invade_l_europa_ma_fuorilegge-74058643/

http://www.sicurezzaalimentare.it/sicurezza-produttiva/Pagine/Sambucacolorataèfalsamacontinualafrode.aspx

http://www.iltempo.it/cronache/2013/11/09/nas-sequestrano-sambuca-colorata-1.1188023

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2013/06/21/ldquosambuca-comme-il-fautrdquo/33721

http://www.uiv.it/entra-nel-vivo-loperazione-sambuca-comme-il-faut/

O ancora: il concetto di “Terroir” sbandierato come plus da molti produttori di vino, dalla Francia alla Germania, all’Austria ed altri Paesi è spesso annacquato – o forse sarebbe meglio dire edulcorato – da modelli di produzione che sono assai lontani dai parametri della connessione con il territorio. Ma il vino non si dovrebbe fare con l’uva? – di M. Bertagni

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Bertagni, Civera e Gravejal: Comitato di presidenza di MUST

 

Rassegna stampa sul tema dell’aggiunta di saccarosio nei vini

http://www.repubblica.it/ambiente/2014/08/27/news/zucchero_nel_vino_nel_nord_europa_si_pu_fare_ma_l_etichetta_non_lo_dice-94526053/?ref=search

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2012/09/13/francia-si-allo-zuccheraggio-dei-vini/16311

http://www.vitisphere.com/index.php?mode=breve&id_breve=72477&print=1

http://www.lavigne-mag.fr/actualites/enrichissement-la-ligue-du-sud-pour-defendre-les-mouts-concentres-101460.html

http://www.alimentando.info/vinieconsumi/accordo-federmosti-azumancha-e-vins-de-pays-doc-a-sostegno-della-trasparenza/

http://www.midilibre.fr/2014/06/26/viticulture-les-raisons-de-la-guerre-du-sucre,1015661.php

www.lavigne-mag.fr/actualites/congres-des-vins-igp-l-enrichissement-crispe-les-esprits-90122.html

http://www.midilibre.fr/2014/06/02/pays-d-oc-on-ne-mollit-pas-sur-les-mouts,1000404.php

http://www.sevi.net/es/3423/12/5865/Los-productores-de-Pays-d’Oc-y-los-productores-europeos-de-mosto-de-uva-concentrado-reviven-el-problema-del-enriquecimiento-con-sacarosa-mosto-chaptalización-oc-sacarosa-remolacha.htm

http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2014/05/27/vino-bertagni-quotripristinare-gli-aiuti-ai-mosti-concentratiquot/38269

http://www.uiv.it/pays-doc-must-alleanza-per-rilanciare-con-forza-il-problema- degli-arricc himenti-con-saccarosio/

http://www.uiv.it/il-settore-europeo-dei-mosti-duva-concentrati-riparte-dal-divieto-di-zuccheraggio-in-languedoc/

http://blog.netafim.it/rivoluzione-del-vino-francese-niente-piu-saccarosio/

http://www.sevi.net/xoops233/modules/news/article.php?storyid=5233&menupr=&storytopic=5    

Bertagni, Civera e Gravejal: Comitato di presidenza di MUST

 

L'industria del Turismo

Tra le varie Attività Economiche un paragrafo a parte merita l’industria del Turismo. La geografia è interessata, su diverse scale, all’analisi dei flussi turistici, perché si generano, come si distribuiscono. Di più: di concerto con altre scienze del territorio e dell’uomo, può contribuire ad indirizzarli.

Conoscere lo spirito e la storia di un luogo, le sue origini morfologiche, le geografie umane che si sono lì succedute, sono strumenti indispensabili per elaborare una adeguata strategia di riqualificazione e rilancio di quel luogo.

La geografia può aiutare a “riscoprire” i luoghi. Questo “risveglio” geografico può anche passare attraverso la memoria e la voglia di condividere antiche tradizioni.

Far emergere i plus e mettere in luce al contempo i “limiti” di un territorio implica un lavoro di metodo, tipico della PIT (Progettazione Integrata Territoriale).

E’ necessario analizzare la rete di trasporti, il livello, la frequenza e la distribuzione delle strutture ricettive, le attività culturali e le tradizioni eno-gastronomiche che emanano dall’area studiata. E trasformare tutti in fattori pull.

Il geografo quindi può rendersi parte attiva nell’individuare strumenti multidisciplinari di gestione e di rimodulazione dei servizi volti alla valorizzazione turistica di aree territoriali. Un possibile modello di valorizzazione territoriale ai fini turistici. Progetto di massima per la città di Anzio – di L. Bertagni

Il turismo può essere un tassello all’interno di un mosaico strategico più ampio che preveda scambi culturali oltreché economici Percorsi mediterranei: Italia, Francia, Spagna, Portogallo – di M. Bertagni

logo-genius-lociIl progetto Genius Loci, che stiamo realizzando in Cina e in Lituania, ma che potrà in seguito essere applicato in altri Paesi, è un format economico-culturale: esportiamo sui mercati internazionali dei prodotti che sono espressione forte e diretta dell’identità mediterranea, ma allo stesso tempo diffondiamo lo stile di vita e la dieta mediterranea e più in generale la geo-storia di questa meravigliosa area. E vogliamo favorire anche l’incoming di persone, attraverso percorsi di viaggio tailor-made tra enogastronomia, natura e cultura di Italia, Francia, Spagna e Portogallo

Marco Bertagni, ideatore di The Genius Loci Project

L'inferno turistico è tra i peggiori perché ti senti sepolto, impiramidato nella stupidità, e hai paura di essere dimenticato là sotto, che nessuno venga a tirartene fuori.

Guido Ceronetti